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Archivio storico della Reggia di Caserta

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Palazzo Reale di Caserta con il Parco, l’Acquedotto di Vanvitelli e il complesso di San Leucio. Fonte: Wikipedia

E’ disponibile online da qualche mese, grazie a una collaborazione tra il COSME, Centro-Osservatorio sul Mezzogiorno d’Europa e la Reggia di Caserta, una parte (80.000 documenti) dell’Archivio storico della Reggia. 

L’Archivio Storico fu istituito per volontà di Ferdinando IV di Borbone con Real Dispaccio del 25 Maggio 1784.

Il nucleo principale (1750 – 1860) documenta i rapporti economici e amministrativi della Casa borbonica con tecnici, fornitori, artisti e maestranze ed offrono informazioni capillari su lavori, costi e sul personale (inclusi donne e schiavi) impegnato nella realizzazione della Reggia e dei Siti Reali. I documenti riflettono il ruolo di Carlo di Borbone nello sviluppo del territorio e, in particolare, il grande progetto del piano urbanistico della “Nuova Città” di Caserta con l’imponente costruzione della Reggia.

I documenti, corredati di metadati, sono consultabili e scaricabili dal sito del COSME.

Il progetto è in continuo aggiornamento fino al 2020 e si prevede che porterà alla digitalizzazione di 300.000 documenti.


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Archivi storici comunali della Campania

Per ricercatori, studiosi o semplicemente appassionati di storia locale, segnaliamo la pubblicazione dell’e-book di Salvatore Marino e Maria Elisabetta Vendemia “Archivi storici comunali della Campania. Censimento (I)”, edizioni Cnr-Issm.

Il libro rappresenta una fonte preziosa per approfondire dettagli del paesaggio storico campano, rimasti ancora nascosti. Il libro può essere liberamente consultato o scaricato nella sezione “Libri digitali” dell’ Istituto di Studi sulle società del Mediterraneo.


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“Cavalcare” l’Unità: satira, politica, cultura nei giornali napoletani dell’Ottocento

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La Biblioteca Universitaria di Napoli ha curato la digitalizzazione di 40 testate di giornali risorgimentali e fogli volanti stampati negli anni a cavallo dell’Unità (1860-1862); i giornali sono l’espressione di gruppi di intellettuali politicamente impegnati in cui prevale il filone umoristico-satirico.

“Un buon numero di fogli esibisce poi il vezzo del dialetto; qualche altro è impreziosito da illustrazioni e caricature nelle pagine centrali, spesso enfaticamente pubblicizzate già nel sottotitolo, e talora può vantare la collaborazione di caricaturisti di chiara fama. Tranne poche eccezioni, tuttavia, questi fogli delineano un modello di giornalismo “artigianale”, i cui tratti distintivi sono la povertà della veste grafica, la breve e travagliata vita editoriale (non di rado vittima anche di interventi censori), l’endemica penuria di mezzi finanziari. Per lo più di quattro pagine di formato minimo a due colonne, parchi di corrispondenze e di annunci pubblicitari, nella maggioranza dei casi videro la luce solo per pochi numeri, a tiratura limitata”.