Digitalizzazione del Fondo Antonello Gerbi

Dopo alcuni anni torniamo a parlarvi del fondo librario Antonello Gerbi, già oggetto di particolari cure, documentate in un paio di articoli sul nostro Blog. Se in passato la biblioteca si è adoperata per l’archiviazione analogica del cospicuo materiale allegato all’interno dei volumi, recentemente ci siamo misurati sul versante digitale. Il progetto prototipale ha preso avvio nell’ambito del Master in Digital Humanities, che vede coinvolti il Dipartimento di Studi Storici e quello di Informatica dell’Università Statale di Milano, in partnership con il Comune di Milano. L’iniziativa di digitalizzazione si inserisce nel solco di quelle azioni volte, da un lato, alla tutela degli originali cartacei, dall’altro, alla ricostruzione virtuale, in un medesimo luogo, di quella ricchezza costituita dalla somma del testo stampato e delle aggiunte per mano dello studioso.

I volumi della biblioteca personale di Antonello Gerbi sono caratterizzati da abbondanti tracce lasciate dal possessore. Lo studioso Gerbi, infatti, era solito sottolineare, annotare a margine e inserire tra le pagine dei libri ritagli di varia tipologia, soprattutto pagine di quotidiano. La natura ibrida della raccolta – tra collezione libraria e fondo archivistico – si traduce  anche nel trattamento fisico dei documenti: gli inserti sono stati prelevati dai volumi e conservati in buste e faldoni per la conservazione a lunga durata mentre i libri sono stati ordinati per argomento nei depositi librari. Questa separazione costringe il lettore, che volesse aver contezza di tutte le aggiunte del possessore, a fare la spola tra il deposito librario e l’armadio degli archivi. Il progetto di digitalizzazione si propone di colmare questa frattura ricomponendo, in un unico luogo, la ricchezza di tutte le tracce allegate. Inoltre, la possibilità di consultare la versione digitale assolve anche ad una funzione di tutela degli originali cartacei, già in precario stato di conservazione.

Il progetto di digitalizzazione, nonostante la sua parzialità e natura prototipale, ci ha consentito di affrontare direttamente tutti i passaggi che una tale iniziativa comporta: dalla selezione del materiale, all’acquisizione delle immagini; dalla metadatazione, al deposito nell’archivio per la conservazione digitale; dall’individuazione delle persone coinvolte, all’esposizione in uno spazio virtuale. Si tratta si un complesso di azioni che richiedono competenze trasversali e ci hanno permesso di testare sul campo gli insegnamenti ricevuti nelle lezioni del Master. Ma, soprattutto, è stata un’occasione concreta per verificare la bontà dello slogan e mission del Master, ovvero Intrecciamo i saperi. Ci pregiamo del fatto che un piccolo progetto in ambito didattico, abbia visto coinvolte dozzine di professionisti con competenze diverse e complementari: è stato essenziale ed imprescindibile, infatti, il lavoro di squadra, il coordinamento tra colleghi, compagni di corso, tutor aziendali, professori e tecnici.

Tutti le fasi del progetto sono coerenti con le linee guida del Servizio Bibliotecario di Ateneo: dalla scelta dei formati, ai parametri di configurazione degli scanner; dal profilo di metadatazione, alla scelta degli standard catalografici; dalla struttura e nomenclatura dei file, alla documentazione. L’intero lavoro è orientato alla sostenibilità della conservazione delle risorse digitali: i metadati assicurano l’integrità degli oggetti, ne consentono l’ordinamento, la selezione e la reperibilità.

Per l’esposizione delle risorse digitali del fondo Gerbi abbiamo ritenuto opportuno sfruttare le potenzialità offerte dal gestionale in uso nelle biblioteche di Ateneo. Gli utenti, partendo dal catalogo di Ateneo, potranno accedere alla rappresentazione digitale, attraverso un visualizzatore integrato, che permette la lettura del testo a stampa, delle annotazioni e del materiale allegato. Tutti i testi sono ricercabili in full text, grazie alla tecnologia di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR). La struttura originaria del fondo è stata riprodotta virtualmente nella sezione del portale dedicata alle collezioni speciali, che consente un’articolazione gerarchica in sotto-collezioni e offre una cornice descrittiva utile per contestualizzare le raccolte.

Visualizzatore integrato nel Discovery Tool di Ateneo, Minerva.

Vi sono ancora importanti migliorie da apportare, ragion per cui, al momento la collezione speciale Fondo Antonello Gerbi è visibile soltanto in ambiente di prova. Speriamo di potervi annunciare presto il rilascio in ambiente di produzione, accessibile a tutti.

Di seguito un beve elenco di volumi, consultabili in biblioteca, di e su Antonello Gerbi.

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