Il manifesto pubblicitario italiano e le avanguardie: 1920-1940


Un Ventennio di manifesti. L’arte della pubblicità. Il manifesto italiano e le avanguardie. 1920-1940” è un’ampia esposizione allestita ai Musei di San Domenico di Forlì dal 21 settembre al 30 novembre su un periodo di svolta della comunicazione italiana, quello che intercorre tra gli anni Venti e il 1940. Sono gli anni dell’ascesa al potere del Fascismo, della crescita dell’industrializzazione, della nascita di nuovi miti, primo fra tutti quello di un’Italia grande e moderna.
Il manifesto diventa, in questo periodo, “il veicolo principale e prediletto, sia dagli imprenditori che dal pubblico, di una nuova immagine dell’Italia che si vuole dinamica, veloce, arguta o, nel caso della grafica di propaganda, sicura e assertiva – ha spiegato la curatrice della rassegna, Anna Villari – Campo di ricerca per i più grandi artisti del nostro Novecento, il mondo del manifesto pubblicitario ha visto concentrarsi negli anni Venti e Trenta talenti riconosciuti in tutto il mondo, insieme a molti altri, autori di prove grafiche ancora oggi sorprendenti per l’essenzialità del segno, gli arditi accostamenti cromatici, la varietà dei caratteri grafici”.
A dialogare con i manifesti, che raccontano la storia dello sviluppo della grande industria italiana dalla Fiat alla Campari all’Olivetti, anche sculture, bozzetti, riviste, fotografie, libri illustrati che testimoniano il trasmigrare di idee e soluzioni da un campo all’altro delle arti.

Le opere sono raccolte in un percorso suddiviso in sezioni, a partire da quella intitolata “Richiami classici e nuovi modelli, la donna e l’uomo moderni” che espone opere di Cambellotti, Cappiello, Dudovich, e di altri protagonisti del cartellonismo nazionale, per proseguire attraverso “La meccanizzazione e il gioco della figura umana” con i manifesti di Boccasile, Fortunato Depero, Federico Seneca e Atla, e “Velocità”, tema su cui si giocò l’immagine del Paese, celebrato dalle gradi imprese automobilistiche e aeronautiche.
Il percorso espositivo prosegue con le sezioni dedicate al “Volo”, con modellini originali di aereo, un arazzo di Balla dedicato agli aereomobili, manifesti di Umberto Di Lazzaro e Luigi Martinati, e le due riservate alle pubblicazioni editoriali celebrative del regime e delle “Italiche Virtù”. La sezione conclusiva è riservata alla “Astrazione della forma” con manifesti e opere di Bertelli (celebre il suo Mussolini in bronzo), Chelini, Carboni, Mondani, Pluto e, ancora, Boccasile, Sironi, Depero, Balla.

Se vuoi saperne di più, clicca qui. Puoi anche scorrere un’interessante galleria di manifesti della mostra.

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