Biblioteca 2.0: le nuove potenzialità del Web 2.0 in biblioteca

222296001_2bbf55c5b1.jpg
Anche se curiosando tra gli scaffali impolverati delle biblioteche universitarie non ve ne siete accorti, la biblioteca sta cambiando o tentando di cambiare (in Italia più lentamente, in verità). L’impatto del Web 2.0 (Open Acess, Wikis, Google book, blogosfera, Flickr, Slideshare) sta “costringendo” la biblioteca a ripensarsi.
E allora, si può parlare di Biblioteca 2.0? E come deve essere la Biblioteca 2.0?

Michael Casey per primo nel suo blog LibraryCrunch ha dato questa definizione di Biblioteca 2.0 nel 2005:

Library 2.0 (L2) is a transformation in the way library services are delivered to library users. It provides new tools to make the library space (both virtual and physical) more interactive, collaborative and driven by community needs. It encourages collaborative two-way social interactions between library staff and library customers. L2 requires user participation and feedback in the development and maintenence of library services.

Sulla definizione guarda le molte risorse raccolte nel wiki Library 2.0.
Secondo Maness, è necessario circoscrivere la definizione di Biblioteca 2.0 ai servizi web della Biblioteca. In quest’ottica la Library 2.0 viene definita come “application of interactive, collaborative, and multi-media web-based technologies to web-based library services and collections.”
La Biblioteca 2.0 presuppone 4 elementi essenziali:

    è user-centered
    “Users participate in the creation of the content and services they view within the library’s web-presence, OPAC, etc. The consumption and creation of content is dynamic, and thus the roles of librarian and user are not always clear”.

    fornisce una “multi-media experience”
    “Both the collections and services of Library 2.0 contain video and audio components. While this is not often cited as a function of Library 2.0, it is here suggested that it should be”.

    è socialmente arricchente
    “The library’s web-presence includes users’ presences. There are both synchronous (e.g. IM) and asynchronous (e.g. wikis) ways for users to communicate with one another and with librarians”.

    è innovativa da un punto di vista della comunità
    “This is perhaps the single most important aspect of Library 2.0. It rests on the foundation of libraries as a community service, but understands that as communities change, libraries must not only change with them, they must allow users to change the library. It seeks to continually change its services, to find new ways to allow communities, not just individuals to seek, find, and utilize information”.

In altre parole, la “Biblioteca 2.0 è una comunità virtuale centrata sull’utente. E’ socialmente arricchente ed è uno spazio elettronico egualitario. Il Bibliotecario 2.0 dovrebbe essere un “facilitatore” e dovrebbe fornire un supporto all’utente, anche se non è necessariamente in prima battuta responsabile della creazione del contenuto. L’utente interagisce con le risorse e ne crea di nuove interangendo con gli altri utenti e con i bibliotecari”.
(Libera traduzione in italiano di un passo dell’articolo di Maness)

Ma per capirci, che cosa offre una Biblioteca 2.0? Per averne un’idea guarda il modello di Accademic Library2.0 di Michael Habib o fai il tutorial Library Learning 2.0.

L’utente può ad esempio:

    arricchire con tag il catalogo della biblioteca
    sottoscrivere feed RSS che gli notifichino per esempio gli arrivi dei nuovi testi in biblioteca
    interagire nel blog della biblioteca
    partecipare al wiki di biblioteca
    interagire con il reference desk attraverso chat
    partecipare a skypecasts
    usufruire di servizi di condivisione di immagini
    scaricare podcast sulle novità della biblioteca.

Non rimanere che mettersi all’opera: guarda la presentazione di Mererdith Farkas, Bilding academic library 2.0. Secondo la Farkas, la Biblioteca 2.0 è più che tecnologia, è una nuova filosolofia di servizio all’utente: è un cambio di mentalità, è un venire incontro a nuove esigenze, è un uso più consapevole delle potenzialità delle nuove tecnologie.

Per approfondire, sfoglia queste due presentazioni.
La prima è un’introduzione all’applicazione della tecnologia del Web2.0 alle biblioteche di K.G.Schneider: Library 2.0 Cookbook.
L’altra è centrata sulle potenzialità dei blog, wikis e podcast (già sviluppati nelle biblioteche universitarie americane) di
Kate Pitcher, Blogs, Wikis and podcasts: Web 2.0 tools you can use

E in Italia? Per le ultime novità, visita il ning Biblioteca 2.0. Biblioteche e bibliotecari italiani per il 2.0. E voi, come vorreste la vostra Biblioteca 2.0?

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...