Un dibattito sulla blogosfera

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Al centro del dibattito della lista dei bibliotecari italiani (lista AIB: http://list.cineca.it/archives/aib-cur.html) la reale “efficacia” e “validità” dei blog.

I fautori si ispirano al famoso Cluetrain Manifesto , che fa da sfondo al più recente “Partecipatory Networks: the Library as Conversation” :

Knowledge is created through conversation. Libraries are in the knowledge business. Therefore, libraries are in the conversation business.[..] The core of conversation theory is simple: people learn through conversation. The library has been a place where we facilitate conversations, though often implicitly.

leggi: Partecipatory Networks: the Library as Conversation
http://iis.syr.edu/projects/PNOpen/PartNet/
leggi: Cluetrain Manifesto
http://www.mestierediscrivere.com/testi/Tesi.htm

Se è condivisibile il nuovo approccio, altrettanto valide rimangono le osservazioni mosse da Fabio Metitieri che accusa la blogosfera di autoreferenzialità e di egocentrismo:

“Il mondo e’ una conversazione (e questo lo avevano gia’ detto Weinberger, Locke e soci, dal “Cluetrain Manifesto” in poi); cio’ che conta e’ la coda lunga [..]; nel mondo dell’informazione la coda lunga siamo noi bloggher, laonde la TV, i quotidiani, la De Filippi e i libri non avranno piu’ pubblico, perche’ ciascuno preferira’ trovare la propria cerchia di blogh da leggere ed entrarvi, aprendo a sua volta un blogh. E sui blogh si leggeranno solo chiacchiere da bar scritte da allenatori del lunedi’.[..]
I blog, in particolare, e soprattutto quelli provincialotti che abbiamo in Italia, creano comunità chiuse (piccoli villaggi di montagna, li chiamo io, che si arroccano sui monti proprio per sfuggire al confronto e alla conversazione globale, oppure ego-centric networks, come li
definisce Danah Boyd) dove la critica non esiste più: il gioco è lodarsi vicendevolmente e linkarsi reciprocamente i post, per salire nel ranking di Google. Per cui il meccanismo non seleziona l’attendibilità, ma chi è piu’ socievole o più lecchino degli altri.
Non solo. In questo mondo che promuove l’individualità e l’egocentrismo a scapito del confronto [..] l’ego di ciascun bloggher aspira alla fama e quindi ai soldi. O almeno a un panino… Con quella che ho definito Sindrome del Tramezzino: bloggher incompetenti, giornalisti improvvisati – come è già successo più di una volta – sgomitano per farsi invitare a una conferenza stampa di Microsoft, ci vanno, restano lì a bearsi perchè hanno loro offerto lo champagnino e dato qualche pacca sulla spalla, non fanno manco una domanda, e tornano raccontando…. Nulla. Questa è l’informazione creata dai blog in Italia, e attentamente ascoltata e ripresa anche da alcune grande testate che non san più dove sbattere la testa per recuperare i lettori giovani. Testate che così facendo, invece, da un lato buttano alle ortiche il prestigio e l’attendibilità che avevano storicamente e faticosamente conquistato, e dall’altro spingono via dalla stampa tradizionale e verso i blog sempre più lettori.

E voi che ne pensate?

2 commenti

  1. Direi che ci sono blog e blog, c’è spazzatura, ma c’è anche tantissimo bel lavoro in rete, fatto con passione, competenza, desiderio di condivisione, e lontano dalle logiche editoriali che consentono quasi sempre ai soliti di dire quello che pensano.
    Il blog permette certamente una maggiore libertà, con i limiti e le meraviglie che ciò comporta.
    Il blog bibliotecario mi pare utile, facile, accessibile a tutti, amichevole al punto giusto, capace di attrarre e incontrare utenti!
    saluti
    simona

  2. Alcuni (o molti, ma non tutti, di sicuro) blog sono fortemente connotati da ego centrismo, sono generalmente i blog che hanno l’evidente finalità di rappresentare il pensiero di una persona fisica, di registrarne il suo diario, di consentire a quella persona di conversare con pochi o con molti su pochi o molti interessi in comune. Alcuni (o molti, ma non tutti, di sicuro) siti web di persone fisiche sono fortemente connotati da ego centrismo ma sono generalmente siti web che hanno l’evidente finalità di promuovere la persona stessa (nei suoi aspetti professionali e/o sentimentali e/o estetici , ecc.). Alcuni (o molti, ma non tutti, di sicuro) blog e siti web sono utili per promuovere la comunicazione, l’informazione, l’aggiornamento professionale, le biblioteche…le biblioteche… le bibliotecarie e i bibliotecari (preparati) sono certamente in grado di selezionare blog che “non corrispondano” ai tag “provincialotti”, “giornalisti incompetenti”, “lecchini”. Hmmmm…forse no, sono caduta in una trappola….io da bibliotecaria cerco contenuti….e se mi si chiedesse di valutare il mondo editoriale (cartaceo) in base alla concentrazione di provincialotti”, “incompetenti”, “lecchini” che oggi pubblicano, e sono in auge, che farei, da quale citerio potrei farmi guidare?mi sentirei tranquilla di non individuare nelle raccolte librarie contemporaneee il pensiero da “piccolo villaggio” lamentato per i blog? A sostegno di quel mondo il fatto che esso abbia una storia, lunga e gloriosa dove, per fortuna (ma forse solo per fortuna nostra, consolazione di “vecchi” lettori)si annida e si difende, anche, l’antiprovincialismo, l’antiindividualismo, l’antilecchinismo e insomma tutti gli antidoti alle umane nefande attitudini citate a Ridi.O forse solo un mondo più “selezionato” o meglio dove i meccanismi di selezione autoriale obbedivano a criteri nella blogosfera non operanti. Tuttavia, chiusi o aperti, competenti o incompetenti, provinciali o cosmopoliti non vedo come i blogger possano partecipare ad una “conversazione globale”. Conversazione che non esiste: sia perchè a priori ne è esclusa buona parte, la maggioranza anzi, della popolazione mondiale sia perchè per sua natura La conversazione non si fa su grandi numeri. Tornando alla “conversazione possibile”, biblioteche e bibliotecari (competenti e preparati) potrebbero continuare ad essere delle buone “bussole” per aiutarci a partecipare, lasciando da parte anche alcuni preconcetti, a “Le” conversazioni ovunque e comunque esse si esprimano. Non so se sia utile a qualcuno leggere l’espressione delle mie riflessioni, di certo ho dovuto sforzarmi e far ricorso a tutto l’egocentrismo di cui son capace per partecipare alla conversazione “non globale” che avviene qui. E pensare che ci sono persone a cui viene così facile e naturale. Ebbè, vogliamo fargliene una colpa?
    Una bibliotecaria “di un piccolo villaggio di montagna”
    P.S. Che sta utilizzando i blog di ambito bibliotecario e telematico/cibernetico per comunicare e imparare molto su nuovi strumenti di esibizione del pensiero, comunicazione, informazione e che utilizza i suoi nuovi saperi per mediare (perchè è il suo onorabile mestiere) tra la documentazione raggiungibile e le persone/comunità raggiungibili, in particolare giovani (che credo sia così importante come mestiere che sarei disponibile a promuovere una proposta di legge di iniziativa popolare che stabilisca che le bibliotecarie/bibliotecari vadano a fare il loro mestiere nei bar, se succedesse che (non solo per colpa di televisione o blog)i giovani non venissero più in biblioteca, o nella blogosfera, se non venssero più in biblioteca). Eppoi ognuno di noi predilige un mezzo o un’altro, anche in base alle esperienze che ha fatto, io ad esempio, pur ritenendo utile consultare il forum AIB-CUR perchè contiene una buona concentrazione di notizie e informazioni (in mezzo a molto “rumore” dovuto anche a personalismi ed egocentrismi, tanto per restare in tema)lo ritengo non meno “difettoso”, per quel che riguarda la conversazione, dei blog di cui parla il prof. Ridi. Blogh o blog?

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